La giornata del naso

“La parità, se ci fosse, non avrebbe bisogno di rivendicazioni, e tanto meno di festeggiamenti.
Se fosse un dato di fatto non staremmo qui a disquisire: sarebbe come celebrare la giornata del naso…
Ma se proprio vogliamo stigmatizzare la disparità, allora bisogna farlo da Donne e da Uomini, insieme, e per raggiunta consapevolezza mondiale del diritto all’Uguaglianza e dell’Uguaglianza dei diritti.”

Un messaggio che porta la firma di Cristina Bove, questo, e che – a mio avviso – dice tutto.

Stamane volevo scrivere ma ero in difetto di tempo anche se in abbondanza di idee e di dispiacere. Lo faccio adesso, prima di leggere, rubando tempo al sonno, un sonno che ormai mi incontra sempre più di rado, nonostante la mia  stanchezza.

Con Cristina mi sono sempre raccontata – anche quando non sono più riuscita a parlare – e la nostra amicizia è un grande privilegio, uno dei quali godo perché io (e qui viene il bello) mi sento una persona privilegiata.  Mi rendo conto della quantità di rispetto e di affetto che mi circonda: ho la grande ricchezza di avere tante amicizie belle, profonde, indissolubili e – anche – la ricchezza più grande che possa esistere m’è stata data ‘doppiamente’ perché sono un genitore fiero ed orgoglioso.  Notate che parlo di me senza dire “Sono una mamma”? – infatti, io non sono solo una mamma.

Io sono me: una che ha saputo fare anche il padre, una che è stata educata a puntare sulle persone e non sulla divisione netta Maschio – Femmina: qui non è l’Anagrafe Civile.

Qui, a casa mia, si punta sulle persone e quindi, alle volte, io sono molto distante dalla realtà quotidiana e dalle masse perché scelgo (almeno è quanto cerco di fare, anche commettendo errori umani di valutazione). Ora – se io scelgo – io individuo sono responsabile delle mie scelte. Io posso sbagliare ferendo, anche involontariamente, me stessa e gli altri – in questo caso specifico, la buona fede, non mi salva se l’altro non deciderà di salvarmi – perciò il minimo che io possa fare è chiedere scusa e dimostrare coi fatti chi sono veramente.

Chi sono veramente? Qui viene il bello due: chi mi vuole bene e mi conosce mi apprezza molto, segno che quella persona così apparentemente distaccata, distante e incapace di occupare il centro del mondo per egoismo non sono io. Vorrà dire che questa persona – la quale, fra gli altri, ha il difetto d’essere donna e quindi inferiore secondo i più – se ne batte beatamente dei più, del loro stigma, della loro mediocre* ottusità e del loro limitato senso d’appartenenza a questo Universo mondo.

*(Ai più volevo anche spiegare che non solo sono ottusi, no, ma posseggono un’ottusità mediocre, che neanche riesce ad essere una profonda deficienza… insomma è mediocre anche questa vostra prerogativa: sappiatelo!)

Ecco: in ogni giornata in cui c’è chi celebra – chi festeggia – dei diritti rinnegati, violati, calpestati (la parità, la malattia, la fame nel mondo, le cure mediche non garantite, il rispetto, i bambini cui viene negata l’infanzia e chi più ne ha più ne metta) per poi riprendere, l’indomani, come se nulla fosse io esprimo tutto il mio diniego.

Mi estraneo – e lo sottolineo – non vengo affatto a festeggiare con voi. Non sono tanto ipocrita né così conformista. Sono una persona discreta ma non sono stata mai mediocre e, mio malgrado, nel bene o nel male ho lasciato sempre il mio modesto segno.

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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