Fuori dal labirinto: ma veramente ne escono tutti?

E – dal labirinto – alla fine escono tutti?
Educatamente una ragazza, tua nipote, ti telefona e si sente aggredire.
Ovviamente non ti chiamerà più.
L’hai persa.
Per la seconda volta nella tua vita – la tua superficialità – ti porta sull’orlo.
Prima di tutto l’educazione e la gentilezza che la contraddistinguono le impongono di essere com’è, di non esporsi troppo, di essere riservata. Volevi cambiarla?
Comunque – dato di fatto – ti cerca e tu la ignori (prima) per poi alzarle la voce (poi).
Bene: io conosco quella ragazza molto profondamente – è mia figlia – e sono dalla sua parte. La sua dignità le impone di alzare la barriera che ti sei cercato con questo gesto triviale. Qui nessuno alza i toni e – non sia mai – nessuno alza i toni a lei.
Tuo fratello le ha sorriso, per dire, e tu sei stato greve, rozzo, spaccone. Ti avevo avvisato… mia figlia è come suo nonno.
La pratica verrà avviata prima possibile.
Cambierà ancor più volentieri il suo cognome col mio e – quel che mi pone in alto – è che io non ho mai fatto nulla per dire una sola parola contro di voi.

C’è chi nasce per girare nelle rotatorie senza capire, c’è chi resta nel labirinto dell’ignoranza fino a che non si troverà avanti al muso la porta d’uscita e, anche là, non credo avrà capito.
Ciao gente: l’intelligenza non si compra né si studia. Men che meno la signorilità.

 

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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