Mistero: giusto, sbagliato o capito?

Cos’è che conta, alla fine, che un concetto sia giusto?
E’ forse più importante non esprimerne uno sbagliato?
Magari – a qualcuno – interessa invece che venga capito.

Nel mio piccolo sono per la comprensione delle cose:
– trovo inutile puntare dritta al giusto – io non sono mai stata infallibile. Chi mi garantisce che becco il giusto?

Allo stesso modo ritengo di non dovermi curare dell’altrui opinione: non mi espongo cercando il consenso degli altri se, prima, non ottengo il mio stesso consenso.

Qual è – allora – l’obiettivo prioritario di un individuo dalla mente aperta? Essere capito!

Non c’è nulla che sia solo giusto o solo sbagliato, nulla.
C’è bisogno che – ogni interlocutore – possa esporre il proprio pensiero venendo ascoltato e, magari, capito.

C’è l’Universo mondo che deve essere capito: le menti libere, elastiche, aperte si occupano di abbattere le pregiudiziali, di acquisire consapevolezze e non di azzeccare risposte o di compiacere.

Vivere non è un telequiz con tanto di audience e di montepremi.

Lungo e assai impervio è il cammino per avvicinarsi all’essenza delle cose e, nonostante ciò, a me pare non ci sia arrivato ancora nessun demiurgo. Nemmeno le divinità posseggono spiegazioni e si supportano col mistero. Menti illuminate si interrogano sul mistero dell’esistere, su ciò che è giusto, su ciò che è sbagliato. Il guaio è che non c’è – ancora oggi, dopo millenni – un sapere condiviso: questo la dice lunga.

Io mi distacco orgogliosamente da chi espone le proprie conoscenze col baluardo del vanto. Credo – ahimè sono testona – abbiano dato troppo valore al sapere accademico (che è gran cosa) rispetto al sapere umano.

Il privilegio è nell’anima di ognuno di noi e andrebbe coltivata con una grande cura perché – alla fine di tutto – il prendere con sé, il capire, il condividere, l’intelligere e l’umanità non si studiano né si studieranno mai.

In aridità – al contrario – c’è chi sembra aver conseguito veri e propri Masters.

 

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

4 pensieri riguardo “Mistero: giusto, sbagliato o capito?

  1. magari questo tuo pensiero fosse condiviso da tutti coloro che si credono portatori di verità!
    la coerenza è di pochi, e prevede la consapevolezza della propria fallibilità e della propria appartenenza all’umano mistero.
    non abbiamo alcuna certezza, se non quella di non avere certezze.
    bel pezzo ❤

    Piace a 1 persona

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