I CLANDESTINI [gli spiriti liberi hanno vita difficile]

Non mi dire che è ora di [mangiare, dormire, uscire…]
lasciami l’illusione della libera scelta.

Non mi chiedere perché [penso, dico, non dico…]
rispetta il mio spazio vitale.

E’ entro quello spazio che abito.
Uno spazio fatto di assenze, difese ad oltranza, solitudini in compagnia di me stessa, ideali, sogni, desideri e tempo infinito, lungo un’esistenza intera, la mia.

Potrei chiederti anche io dov’eri, perché mi hai lasciata sola con me, cosa facevi e con chi.

Però non te lo chiederò, sarebbe completamente insensato.

Non è colpa mia se viviamo in mondi paralleli.

Non è colpa tua se non ci siamo mai incontrati.

Non abbiamo colpe ma esistiamo in distanze siderali.

Sappiamo solo che – ad oggi – non ci conosciamo e che – forse – non ci incontreremo mai.

Siamo prigionieri d’una libertà che – certamente – non avremmo mai voluto concepire così.

Tutto è precario e lo siamo anche noi.

Io – adesso – sono clandestina e intendo continuare a vivere clandestinamente ogni mia pena, non voglio più dare spiegazioni né sentire giustificazioni.

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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