Saggezza orientale [non troppo Zen]

Oltre alcuni schizzi e qualche verso abbozzato, in fase del tutto gestazionale – manca la parola magica alla chiusa – posso dire che è stata una settimana discreta, con sfumature orientaleggianti.

Non sono ancora una maestra di filosofia Zen: temo che non lo sarò mai. Però ci sono esattamente tre concetti che mi riguardano – una triade tutta nipponica – la quale mi appare affascinante e vicina alla mia persona.

“Tsundoku”, termine giapponese che indica la mania di accatastare libri nuovi, i quali restano impilati rispetto al tempo oggettivo disponibile per leggerli tutti. E – lo dico – è uno sport che sto abilmente praticando con risultati eccellenti. Compro assai più di quanto possa leggere. [Murakami Haruki – autore delle meraviglie – è ormai un mio chiodo fisso e intendo avere copia d’ogni sua opera. Tanto per restare sul tema made in Japan. Ma compro anche altro, ovvio.]

“Bokeh”, altro termine di origine giapponese, usato nell’arte fotografica. Sta ad indicare le sfumature di luce ed i riflessi che questa provoca nelle immagini. Devo dire ho molto apprezzato l’idea di Alessandra Coscino #DonneInArte che ha lanciato una splendida raccolta ispirata alla Bokeh art e, alla quale, ho partecipato con piacere.
[Avendo più tempo potrei contribuire di più ma la convenzione vuole che una giornata sia di ventiquattr’ore. E – fosse di quarantotto – io la riempirei ugualmente. Anche per questo pratico lo Tsundoku.]

“Nankurunaisa”, forse – delle tre – la parola più importante. I giapponesi, pronunciandola, enunciano un concetto fondamentale: con il tempo si sistema ogni cosa. Tutto, nel frammento spazio-temporale necessario, trova la sua giusta collocazione. Prima o poi, le situazioni, si aggiustano. Ciò che adesso è incompleto o incomprensibile prenderà forma e luce domani. [Dovremmo ripeterci questa parola come un vero e proprio mantra, specie quando ci ostiniamo nel raggiungere una consapevolezza difficile, quando abbiamo a che fare col classico anello mancante della catena.]

Non ci crederete ma queste tre parole – davvero belle, oltretutto – sono emerse da Twitter: facendo i miei due ultimi #Storify all’hashtag che curo, con grande piacere, ho scoperto che stavo già facendo foto Bokeh, che sono una campionessa di Tsundoku e che spesso mi sono detta anche Nankurunaisa Pà!

A questo punto, concludendo, #VolevoDirtiChe il mio #UniversoVersi è una bella soddisfazione. Il famoso “cancelletto” si conferma come simbolo potentissimo – probabilmente il più potente dei S.N. – e rappresenta una vera apertura sul mondo… se si hanno dei contenuti.

Ora – se concludessi con Sayonara – ci scapperebbe la mia solita botta di humor ma quello è meno Japan style: diciamo che è molto più british.

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

One thought on “Saggezza orientale [non troppo Zen]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: