Il mare e le tante pagine di vita

Il mare è grigio: è arrivato l’inverno vero, tempo natalizio – questo dovrebbe essere – ed io non cerco più alberi da agghindare ma persone vere e pulite.
Una spianata d’arenile, lo sguardo all’orizzonte… ecco, c’è tutto il mio Universo mondo.
L’acqua è sempre una pagina di vita viva: non ci puoi scrivere sopra ma devi sforzarti di saperla leggere.
C’è già tutto, nessun attimo è mai uguale – mai – sebbene alcune volte possa confondersi con altri. E’ solo un’impressione fasulla.
Ricordi, stelle cadenti ingoiate dalla superfice, rubate al cielo con tutti i desideri del mondo, lacrime versate nuotando – per non dare spiegazioni neanche a te – sorrisi rimasti segretamente nascosti dietro alla scogliera… questo ed altro nel mio mare.
Anche adesso, arriva dicembre e va a finire così: una figlia del mare sta alla vita come l’onda sta alla scogliera. Diventa barriera.
A me non servono luminarie o addobbi, è sufficiente una passeggiata sulla battigia, col vento gelido come compagno fedele, per non sentirmi affatto perduta.
Una grandezza incontenibile, dove c’è tutto scritto, onda su onda, con la schiuma a fare da punteggiatura, con il rumore dei flutti a dar tono e musicalità meglio ancora di “Jingle bells”.
Una spianata d’arenile – come dice la cara amica Cristina Bove – e ritrovo persino l’amore che ho perduto.
E non ho alcun volto da attribuirgli, come negli ultimi anni, però lo sento accanto, ne percepisco il respiro odoroso attraverso la salsedine. Pelle a pelle. Ne vado solo fantasticando ma tant’è.
La verità è che amo assai più le mie radici ed il mio mare provinciale al cospetto della tua America.
La sola concretezza è che – come dieci anni fa – io non ti voglio affatto.
Sei migliore di tutti, è vero, ma non ti amo più da troppi anni e – anche solo risentirti – m’ha fatto capire come tu non sappia affatto coesistere con me. Ti sono stata vicina in un momento di dolore, nonostante tutto, però adesso vattene, te ne prego!
Come il mare io non sono mai la stessa: non resisto al peccato di voler conoscere ogni giorno qualcosa di nuovo. Non mi saprei formattare secondo il tuo sistema, resterei l’anarchica che sono perché l’amore – io – lo concepisco nella misura in cui mi rende libera.
Tu – al contrario – sei così statico che m’incateneresti per declinarmi soltanto secondo le tue esigenze.
M’intenerisce, come riguardasse un po’ anche me, la donna che ti è vicina: ignara dei tuoi continui passi all’indietro – per cercarmi e ricercarmi – non si accorge d’essere un ripiego.
Tu stai lontano, te ne scongiuro, tieniti il tuo amore palliativo e non voltarti mai più, almeno non verso di me.
Siete solamente una triste parodia: tu, solo un lui che si considera libero, mentre lei si sente prossima al matrimonio. Due illusi che s’avvicinano per esorcizzare la solitudine.
“Ha mai fatto i conti con la realtà?” mi chiedo, perché – francamente –
la sua fretta mi lascia perplessa.
Come conviverete con la mia presenza – se tu non mi dimentichi – non lo so e neanche voglio saperlo.
Io non so nemmeno cosa farò ma sono tanto più serena e sono pronta a vivere meglio ancora, anche solo accampata qui, sulla mia spianata d’arenile.
Con la brezza marina addosso.
E senza di te.
Perché – per raggiungere la serenità in solitudine – bisogna essere impavidi e abili a domare tanti coccodrilli, non solo il gatto.

 

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

6 pensieri riguardo “Il mare e le tante pagine di vita

  1. L’ho letto con avidità, pregustando il piacere di conoscere qualcosa di fortemente sincero e sentito. Ho sentito il vento gelido sul viso e ti ho vista sulla.battigia decisa e forte. Così è l’amore: concepito nella misura in cui rende liberi!

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  2. brigi1969 ❤ La conquista più bella è quella del riuscire a capire da sole il valore del proprio sé e – perché no – anche quella di non aver paura nel dire "Non ti posso stare vicino, non siamo allineati". Costa comunque un tot ma rende in libertà morale e in sincerità. Io sono libera e posso collocarmi solo accanto a chi capisce che non può – e non deve – scalfire la libertà di pensiero mia come io non intaccherei mai la sua.

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    1. Comprendo. È successo anche a me in quest’ultimo anno. Alcuni rapporti mutano, altri finiscono, altri ancora si rompono… e ci sono anche quelli che rilultano essere illusioni di ciò che non è.
      Ciò che fa stare eretti fermamente su se stessi è il prendere coscienza, nelle proprie peculiarità (mai chiamarli limiti) e mettere dei punti. Il vivere senza sospesi è questo ed è pienezza ❤

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