l’as-senza si svela pre-senza


Avevo detto che oggi avrei cambiato idea: è stato così?
Avevo anche detto che – ieri e ieri soltanto – sarei stata disposta ad affrontare la mia paura.
Poi, alla fine, ho ammesso che tu saresti tornato da eroe e che, in cuor mio, l’ho sempre saputo.
Ti credevo dall’altra parte del mondo… pensavo non mi leggessi né immaginavo di sentirti.
M’hai fregata.
La mia am-missione di pace l’hai colta subito.
Stamattina hai fatto una comparsa su SN ma stasera, quella telefonata, è stata la svolta.
Caro il mio comandante hai vinto. E non perché io non mi aspettassi di parlare con te, no: hai vinto tu perché io non ho mai saputo mentire e non ho neanche più voglia di perdere tempo.
Certo, io un segnale l’ho lanciato, ma è anche vero che la serenità con cui tu sai discutere le cose mi fa bene. A guardarmi indietro vedo come tu sia il più gran signore che ho avuto accanto.
Sei ancora là e – ancora – sei pronto ad ascoltarmi: dovrò ascoltarmi anche io una buona volta.

Faccio anche un po’ ridere: stasera, parlando, ti ho detto che il sedici luglio sono otto anni ma ho sbagliato, ne sono nove.
Forse sono la sola donna che non ricorda gli anniversari, è anche questo un segno distintivo.
Comunque partirai e se ho aspettato di ritrovarmi e di fortificarmi così tanto tempo non posso lamentarmi per tre soli mesi. Al tuo ritorno – probabilmente – faremo quella vacanza che ho sempre sognato e porterò con me mia figlia: le hai sempre voluto bene. Accarezzo questo disegno che abbiamo fatto: è uno stimolo per andare oltre, una spinta nuova, una sorpresa meravigliosa.
Chissà che – la mancanza – non mi sia servita per tramutare l’as-senza in pre-senza.
Prima che ci sfuggano il tuo amaranto ed il mio porpora – noi due – dobbiamo accendere un sole su questo buco nero.

Ti ho chiesto “Ho sprecato troppo tempo per capire: perché non mi hai dato uno scossone?” – e tu, gentile, hai risposto “Perché era giusto così, gli scossoni non servono a niente, la gente deve avere il tempo necessario per superare le proprie difficoltà. Stai tranquilla.”

Se non mi volessi bene, certo, non penseresti di venire con me.

La tua assenza è sempre stata presenza: io sola avevo il terrore di ammetterlo.

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

Una opinione su "l’as-senza si svela pre-senza"

  1. Ho aspettato. Mi sono sentita riva, approdo sicuro. Mi sembrava che quel mare (tu) non tornasse abbastanza. Ho avuto il coraggio di dirlo e di andarmene. Ho continuato ad indagare l’assenza di quel mare in relazione a me: la scoperta meravigliosa è stata che – nonostante me ne fossi andata – quell’onda continuava a tornare. Ero io che dovevo adattarmi a quella marea!
    Non conoscevo a sufficienza, impulsiva e abituata alle onde forti e tumultuose, la carezza lieve ma costante e persistente della bassa marea. La tua.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...