Utopia (evocazioni sparse)

cristina bove

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Repubblica, Città del Sole, Castalia, luoghi del “buon governo”, dove le leggi sono concordate dalla saggezza di illuminati e dove il tempo scandisce non solo gli eventi ma anche l’evolversi degli stessi fautori nella sua realizzazione, il che logicamente determina la non prevedibilità dell’elemento inaspettato: una singolarità divergente  che potrebbe sconvolgere i piani della ragione.

Utopia, Giuoco delle perle di vetro, Caverna platonica, contestualizzano  politiche fondate  sull’incremento sociale dell’intelletto e dell’autocoscienza, sull’accettazione di regole e categorie cui riferirsi; tuttavia non considerano quanto l’animo umano sia suscettibile di mutamenti radicali, e quanto questi possano essere indotti da reazioni individuali ad eventi inaspettati, nel bene e nel male.

Che la discrepanza tra la bontà dei principi ispiratori di un sistema governativo saggio e la sua incongrua realizzazione, risieda nell’ipotesi inconscia dell’elemento imponderabile?

Nel concetto castale ci sono gerarchie da rispettare e categorie sottoposte all’elemento dominante. In fondo è ancora la legge del…

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Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

2 pensieri riguardo “Utopia (evocazioni sparse)

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