Censura, democrazia, pasionaria: campanilismo?

Tutto avviene a mezzo Social Network: dunque tutti possono – come fa lei – accedere a Wikipedia.
Sebbene non abbiano voglia, non c’è problema, lei prepara un piccolo sommario accessibile a chiunque proprio qui.

Hanno violato le regole del gruppo (necessarie, perché su migliaia di persone – se tutti scrivono la prima cosa che pensano –
si finisce all’anarchia più totale e non va bene).

Nonostante tutto sono stati solo richiamati: se ne sono andati da soli ma scrivono da tempo su ogni Timeline di Facebook che lei
censura, che lei non conosce la democrazia, che è una pasionaria… e peggio.

Ora lei ha chiesto di entrare nel gruppo in cui millantano ciò per rispondere loro ma NON la hanno lasciata entrare: la screditano
ma non le lasciano il sacrosanto diritto di replica!
Continua a pensare – lei – che la parola ‘democrazia’ sia una fra le parole più abusate e mal inserite nel contesto del discorso.

Veniamo alla ‘censura’ andando per gradi: ciò che offende viene eliminato dalla visione pubblica del suo gruppo: lei lo sposta dalla
pubblica bacheca in una apposita cartella di moderazione tramite delle accurate screenshot dunque è in grado di mostrare qualsiasi
materiale a tutti, le basta pescarlo dall’archivio della sua cartella di moderazione. Nulla è stato tagliato!
Solo si eliminano le liti dal pubblico perché, a coloro che fan parte del gruppo, non da piacere stare in mezzo a chi recrimina.

Censura
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Per censura si intende il controllo della comunicazione o di altre forme di libertà (libertà di espressione, di pensiero, di parola) da parte di una autorità.
Nella maggior parte dei casi si intende che tale controllo sia applicato nell’ambito della comunicazione pubblica, per esempio quella per mezzo della stampa o altri mezzi di comunicazione di massa; ma si può anche riferire al controllo dell’espressione dei singoli.
Fra i significati specifici che il termine può assumere in contesti particolari si possono citare i seguenti tipi di censura.
Tipi di censura []
I tipi di censura si possono suddividere in base a diversi criteri:
 soggetti, materie e tematiche da censurare,
 tipo di medium su cui si applica la censura,
 tecnologie usate per censurare,
 modalità di censura (per esempio: censura preventiva, censura mediante forme di disturbo e/o di comunicazione sufficientemente invasiva),
 tipi di rapporto di forza attraverso cui si commette censura (forza bruta, minaccia, ricatto, corruzione, ecc.),
 grado di evidenza della censura (per esempio: spazi bianchi, “bip” nel sonoro, avvisi nella navigazione su Internet),
 grado di perfezione nel nascondere le tracce della censura nascosta,
 tipo di organizzazione che effettua la censura (organizzazioni dipendenti dallo Stato [anche indirettamente attraverso finanziamenti], associazioni per delinquere, forme ibride tra queste due),
 grado di legittimazione dell’atto di censurare.
Censura repressiva []
La censura di tipo repressivo colpisce successivamente alla diffusione del “testo”, sia esso carta stampata, programma televisivo, film, ecc. Ciò avviene tramite il suo sequestro. […]

Ecco che, leggendone il significato, è acclarato come la sua sia moderazione e non ‘censura’.
Riempirsi la bocca di parole delle quali non si conosce bene il significato è sconveniente e si fa una pessima figura.

Democrazia
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
(EN) « Many forms of Government have been tried and will be tried in this world of sin and woe. No one pretends that democracy is perfect or all-wise. Indeed, it has been said that democracy is the worst form of government except all those other forms that have been tried from time to time. »
(IT) « Molte forme di governo sono state sperimentate e saranno sperimentate in questo mondo di peccato e di dolore. Nessuno ha la pretesa che la democrazia sia perfetta o onnisciente. Infatti, è stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo ad eccezione di tutte le altre forme che sono state sperimentate di volta in volta. »
(Winston Churchill)
Il termine democrazia deriva dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.
Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un’unica concreta traduzione, ma può trovare ed ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate per altro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare.
Democrazia diretta e democrazia rappresentativa
La prima classificazione della democrazia può essere tra democrazia diretta e democrazia indiretta.
 Nella democrazia diretta o partecipativa il potere sovrano è esercitato direttamente dal popolo, come avveniva nell’antica Grecia, dove i cittadini (esclusi naturalmente gli schiavi, donne e cittadini stranieri) si riunivano nell’agorà (oggi la piazza) per discutere attivamente di leggi o posizioni politiche da prendere.
 Nella democrazia indiretta o rappresentativa il potere sovrano è esercitato da rappresentanti eletti dal popolo (il Parlamento). L’Italia è una repubblica parlamentare (quindi a democrazia indiretta) che usa come unici strumenti di democrazia diretta il referendum, l’iniziativa popolare e la petizione popolare; i cittadini sono comunque liberi di candidarsi (scendere in politica) per diventare rappresentanti, qualunque sia il loro stato sociale. […]

Ora, in rete, non si può dare libera espressione a migliaia di persone perché è chiaro che ci si debba attenere alle regole della comunità o sarebbe utopia pura pensare migliaia di persone con idee perfettamente coincidenti.

Pasionaria
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Il termine pasionaria è un appellativo riferito solitamente a personaggi di sesso femminile particolarmente impegnati in attività politiche o ideologiche. In origine fu utilizzato da Dolores Ibárruri, attivista spagnola, come pseudonimo.[…]

[…] C’è persino un vecchio adagio che recita così: “Solo i cretini non cambiano mai idea.”
– Ora, tralasciando l’enciclopedia on line, direi che è sufficiente pigliare in considerazione il fatto di aver vissuto una sorta di evoluzione mentale o sarei rimasta ottusa, distante, fuori dal tempo (e invece son passati ben cinque anni).
– Non volendo rimanere ottusa ho preferito cambiare idea.
[…] coptati, di privilegiati di viziati, di scostumati…che riescono anche a non rinunciare a cose minime e miserabili perchè quei miserbaili privilegi sono il simbolo di appartenenza ad una casta. […]
Non mi riconosco in un individuo che coopta né in uno cooptato.
Non sono una privilegiata, affatto.
Non sono assolutamente viziata.
Non sono affatto scostumata.
Non sono una che non rinuncia a cose minime e miserabili pur di simboleggiare l’appartenenza ad una casta: non ne ho bisogno, anzi. […]
Lei ribadisce di non amare l’appellativo di ‘Pasionaria’ il quale maschera malcelato diniego dietro ad una dubbia ironia.

Mai è accaduto tutto ciò: sarà mica lecito sospettare un po’ di spirito campanilistico? Vediamo un po’.

Campanilismo
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
« Sarà colpa della nebbia che d’inverno opprime il cervello o del sole che invece lo martella d’estate] »
(Giovanni Guareschi sul campanilismo)
Per campanilismo si intende l’attaccamento alla propria città, ai suoi usi e alle sue tradizioni. La difesa di tali valori può talvolta determinare uno spirito di rivalità anche molto acceso con i centri vicini. Tra i campanilismi contemporanei, anch’essi spesso non privi di radici storiche, rientrano le rivalità tra città – vicine e non – soprattutto legate a competizioni sportive quali ad esempio i derby.
Qualcuno interpreta il campanilismo in senso positivo, come sinonimo di “difesa delle tradizioni”, ma generalmente il campanilismo si manifesta nell’odiare o invidiare, spesso senza motivazione, gli usi dei “vicini di casa”, spesso peraltro simili tra loro. Il termine deriva dalla parola campanile, ed ha un significato importante, in quanto è proprio il campanile stesso a determinare la divisione tra paesi. Pertanto il campanilismo, pur avendo esempi su ampia scala, caratterizza soprattutto le divisioni culturali, sociali e sportive tra piccoli paesi o province. All’interno della stessa città si verifica anche tra quartieri.
Secondo qualcuno, questo termine deriva da un curioso aneddoto della rivalità fra due paesi limitrofi della provincia di Napoli: San Gennaro Vesuviano e Palma Campania. Il quadrante del campanile di San Gennaro Vesuviano che volgeva a levante (cioè verso Palma Campania) fu volutamente senza orologio, proprio perché i cittadini di Palma Campania non avrebbero dovuto leggere l’orario. […]

Certo, lei pensa, il ‘campanilismo’ ci sta bene, estrapolandolo dal contesto delle varie schermaglie on line – persino – ci sta bene: tutto è accaduto grazie a coloro che fomentano per puro spirito campanilistico o – peggio – per puro spirito egotico.

“La democrazia fondata sull’uguaglianza assoluta è la più assoluta tirannide.”
– Cesare Cantù

“Democrazia significa semplicemente colpi di randello dalla gente per la gente.”
– Oscar Wilde

“Democrazia significa governo fondato sulla discussione, ma funziona soltanto se riesce a far smettere la gente di discutere.”
– Clement Attlee

“La differenza tra Democrazia e Dittatura è che in Democrazia prima si vota e poi si prendono ordini; in una Dittatura non c’è bisogno di sprecare il tempo andando a votare.”
– Charles Bukowski

“Democrazia è anche accettare una dose sopportabile di ingiustizia per evitare ingiustizie maggiori.”
– Umberto Eco

Potrebbe continuare… un pensiero bellissimo lo espone Erich Fromm, ma lei conclude con la sottile ironia di Roberto Gervaso secondo il quale “La democrazia bisogna guadagnarsela; la dittatura la si merita.”

Ciò che lei, ormai, da anni ha compreso è che gli uomini passano, certe istituzioni restano.
Ed è per questo che lei le rispetta senza essere ‘pasionaria’ di uno solo di loro.

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

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