Non mi amare, perfavore!

Finalmente è notte tarda: il buio ed il silenzio sono sempre complici fidati per quelli come lei.
La tazza è appoggiata sulla scrivania, accanto al posacenere, vicino al pc. Tutto tace, tranne la pioggia che è diventata un suono dolce.
In questi giorni ha visto attorno a sè situazioni disparate – apparentemente – ma unite dallo stesso comune denominatore.
“Manca l’anima” si va ripetendo. Ormai è convinta che la gente sia mossa solo seguendo logiche di mero profitto, indistintamente.
Assunzione lampo che in tempo di crisi viene venduta come grande colpo di fortuna ma lei non è novella e comprende che ci perderebbe.
Conseguenti dimissioni al vetriolo – francamente, fosse stato tutto trasparente, non si sarebbe urtata – dunque stavolta non sarà amara.
Politica che avvelena lo Stato italiano e pena per la gente, per i figli che – come la sua – pagheranno colpe che non hanno.
Amici, che scompaiono senza motivazioni credibili, riappaiono dopo anni per dar luogo a nuove, prevedibili scomparse.

Fortuna mi voleva tanto bene” pensa.
Tutto è riconducibile a delle forme di amore malato. Alcuni credono di amare la gente e ritengono di poterne condizionare le scelte di vita.

Chi ha calpestato la mia dignità, distrutto la mia autostima e fatto carta straccia dei miei valori si somiglia: ognuno di loro mi ha sempre voluta dominare in nome del bene che diceva di provare per me. A tutta questa gente – vero male della mia esistenza – dico il mio sentito “Non mi amare, perfavore!”
Questo lei pensa davvero. Lo ripete ormai da anni, non è una novità.

La cosa buffa è che coloro i quali non hanno mai sbandierato troppe moine le sono accanto. Va tutto bene così, non è sola nè è il tipo di donna che abbisogna di un uomo accanto anche sapendo che è sbagliato, che non è colui per il quale baratterebbe le sue idee.

“Chi mi ha lasciata libera mi ha amata molto di più e forse a non capirlo subito sono stata io, almeno non l’ho capito quando ho incontrato l’uomo migliore che potessi incrociare lungo il mio cammino.”  Ha concluso così, ormai ne è convintissima. Sa bene che c’è ancora lui, sa perfettamente che c’è da almeno diciassette anni ma ha capito anche come ormai – tutto questo amore – si sia sviluppato in modo totalmente platonico, fraterno. D’altronde è stata lei a volerlo platonico a suo tempo: non era pronta per correre di nuovo un rischio mentre innamorarsi comporta inevitabilmente il rischio di investire in qualcosa che può anche finire. Lei non si perdona e dopo il marito più sbagliato che potesse esserci non ha voluto una storia che la turbasse di nuovo. Non era ancora sufficientemente sicura. Con gli anni è stato bello accorgersi che lui è sempre là, un passo invisibile accanto al suo, sempre pronto quando lei ha bisogno, sempre attento a ciò che la rende felice o a quanto la fa soffrire. “L’amore, quello vero, non si estingue nel nulla ma si trasforma adattandosi a chi lo sente dentro di sè in modo profondo, superando tempi e spazi, al di là di ostacoli e pregiudizi.”
Per lei la vita è un viaggio attraverso il quale le prove non sono semplici, almeno non lo sono state sin’ora. E’ bizzarra l’esistenza della gente: le cose sembrano molto più facili ma le sicurezze sono degli stolti. Una mentelettrica quale lei è non può lasciarsi addomesticare nè può accettare spazi limitati: sono avulsi da quella che è lei.

“Manca l’anima” e manca anche il cervello, il più delle volte: gli affetti vanno razionalizzati. Forse lei poteva concedersi il lusso di razionalizzare meno ma non avrebbe letto nel futuro e – se è vero come è vero che ciò è servito – va lasciato esattamente così com’è. Chiunque ora, al cospetto, non vale niente. Ci ha provato ma non le importa, non ha voglia, le vengono a noia coloro che le stanno accanto e le indicano troppe linee guida. “Non mi amare, perfavore!” A proprio modo è solo egoismo, la parola “amore” non va inflazionata, screditata, abusata per i tornaconti di uno soltanto. Neanche quando si parla di amicizia: questa, per chi non lo sapesse ancora, è una fra le più alte forme d’amore. Coloro che hanno ricevuto nella loro meschina esistenza il dono di averne da lei e se la sono giocata – persino due volte – hanno sempre l’opzione elettroshock. Diventerebbero lucidi giusto quei cinque minuti necessari per capire cosa han perso. Sarebbe come una specie di “vomito azzurro” ma Esenin non è per tutti. E’ difficile riconoscersi nel proprio “Uomo nero”.
Si tocca i capelli, si sente bene, se ne va a dormire serena dopo essersi fumata l’ultima sigaretta prima di prendere sonno.

Pubblicato da Paola Cingolani

Paola Cingolani

3 pensieri riguardo “Non mi amare, perfavore!

  1. Odio. come te, le amicizie chiassose, soffocanti, tutte parole e poche fatti.
    A quelle persone dico anche io “non mi amate” e lasciatemi stare che a me, la solitudine, a volte – non sempre – non dispiace
    Baci ragazza
    ELisa

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  2. Io non le odio, non ci riesco: il mio odio è come il mio amore. Va meritato anche quello. Che senso avrebbe volere male?
    “Ogni Male ha il suo colpo di ritorno.” (Alda Merini)
    Mi sento serena perchè non sono capace di odiare. Il colpo di ritorno è che non ricambio neanche col disprezzo chi non merita. Il colpo di ritorno al nulla è il nulla. Mentelettrica e non mentecatta.

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